Le due non cessano proprio d'esser donne, anche se a quattro zampe con le code. Presentano nudo il busto e l'artista non riduce loro i seni, anzi: idea originale, umanissima, che queste figure mitiche siano nella metà superiore più donne delle donne, quasi matrone. Non lo sanno per quanto la scena venga presentata con
una certa emergenza, in quel fermarsi sorprese, in quel fissare chi guarda, come a chiamare lo spettatore al prodigio. La formula surreale si riempie di una evocazione onirica filtrata al femminile, tanto che busto e teste delle centaure non sembrano far parte di una nuova mitologia ma condensare nell'assurdo della donna-cavallo follie e trasgressioni dagli antichi e obbligati ruoli.
Nel novero dei lavori «surreali» voglio inventariare personaggi la cui testa affonda e scompare nel nero vuoto, alberi giganteschi con piattaforme superiori ricche di rami portanti come un villaggio pensile del Barone Rampante di Calvino; pavimenti e cieli che vengono a conflitto in una ridda di puntini effettuata da questo pronipote di Seurat che sintetizza la grande jatte in due quanti d'aria e di impiantito. ..
…E che dire di «Insetto, uovo e pube» che pare la somma di oggetti per recitare un fatto onirico? Ma quale felice contrappunto nell'arte di Salvatore fra naturale e innaturale, tra gioia di vivere e timore di una offesa, appagamento e
frustrazione, icona del sesso nello specchio del desiderio (che resterebbe allucinata apparizione se questo siculo non avesse meditato la misura della filosofia puntinista) e iperbole surrealista, l'occhio che s'apre sul petto dell'amata, l'ape che ingigantisce sulla lingua della fanciulla, la lingua forcuta del serpente che arriva alla bocca di Eva e la sfiora dolcemente, si potrebbe dire senza peccato...….se l'idea della Medusa è adombrata per l'evidente capigliatura di serpenti, il sentimento che il fruitore ricava è assai più esistenziale, la donna non fa nè esprime orrore, ma una coraggiosa pensosità per la vita.
E vero, sì, sono serpenti con tanto di squame, le fauci aperte a trarre fuori le lingue forcute, ma la donna si mette le mani sulla testa con un gesto di sgomento e insieme di decisione e par che esprima la certezza di non essere debellata da nemici visibili e invisibili….
…Vicino al personaggio che l'artista ritrova ogni momento aprendo gli occhi giorno per giorno sono anche molte ninfe, fate e angiolesse, ambigue adolescenti, che vengono a visitare in incognito, accolte come parenti, la casa del pittore.


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