Salvatore Romano, un palermitano
che vive a Firenze da diversi anni, è uno di quegli artisti
che io ho apprezzato a prima vista e che non ha cessato di meravigliarmi
durante la nostra frequentazione. Intanto è un'anima schietta,
forte, riconoscibile immagine per immagine in virtù del segno,
anzi del punto, perché il pittore, che opera nel bianco e nero,
ma non si limita a disegnare, raggiunge la sua massima concretezza
attraverso un puntillismo che discende dai divisionisti, senza per
altro gremire fino alla asfittica calligrafia le sue figure.
Ma non è certo soltanto un nobile magistero artigiano quello
che lo conduce a raccontarci il suo «mondo»: vi si festeggia,
da una parte, una limpida memoria del Museo, da Ingres ai romantici,
nei felici impianti compositivi, nella convinzione e suggestione delle
analogie, delle Icone, dei simboli, dall'altra una sorta di ambiguità
soprattutto nel teatro della bellezza femminile, dove (l'ha scritto
Dino Pasquali in una bella pagina critica sul pittore nel 1987) le
sue eroine sono «un poco osées, ma non troppo audaci,
più turbate che turbanti». Si assiste a una felice mescolanza
di surrealismo e di erotismo intimista, che fa di Salvatore Romano
un menestrello di amorosi sensi tutto particolare: profondo rispetto
per l'altro sesso nella più completa intimità, per cui
la donna può mettere anche le ali, come avviene per le sue
Ineffabili angiolesse, guarnite di calze e pube, veementi di seni
e pettinate come top model, ma resta una soave creatura di carne;
armonia di visi femminili nella natura e, insieme, il simbolo di una
natura aggressiva che può essere ricondotta alla più
mite alleanza, come le grandi api o farfalle o serpi che le giovani
bellissime di questo pittore mediterraneo si fanno passare sulle labbra
schiuse e sulla punta della lingua perfino.
Nel febbraio del 1994 Salvatore mi scriveva da Firenze cose sul suo
lavoro molto illuminanti, che me lo facevano già pittore adulto
e persuaso: «Parlando dell'arte in bianco e nero, affermo che
per me il nero è un sentimento e, nello specifico, il puntino
una affermazione. |